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Gabriele D'Agaro

StatementPoetica

Da qualche anno ho iniziato a dipingere volti di persone; volti di amici, volti di persone sconosciute, volti di modelle,volti di prostitute.

Quando li riguardo, penso a quei quadri come ad una galleria di ritratti di “altre cose” e non ai volti dai quali son partito.

Strada facendo mi sono accorto che l’unica cosa forse degna di essere vissuta pienamente nella vita sono le emozioni che siamo in grado di trasmettere attraverso i sentimenti che le aiutano ad esprimersi; riguardandoli, quei quadri, mi accorgo che non sono semplici visi ritratti ma una galleria delle sfaccettature dello spirito. Se dipingo una puttana, quella puttana diventa probabilmente un clown, se dipingo un bambino, quel bambino diventa probabilmente un vecchio pieno di ricordi e così via. Creare una copia di ciò che già esiste lo ritengo una perdita di tempo e un danno per lo spirito, una menzogna!

A volte sono ritratti sorridenti e “spensierati” ma spesso trasmettono a chi li osserva turbamento e inquietudine.

Per quanto mi riguarda, sono caricature di pensieri di questo tempo.

Gabriele D’Agaro

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